Negli ultimi anni i riporti duri eseguiti a mezzo di
polveri sia metalliche che non metalliche vanno
acquistando una importanza sempre più rilevante. Infatti, in confronto ai comuni
riporti, quelli eseguiti con leghe metalliche
ridotte in polvere consentono l'impiego di una
gamma di materiali assai più vasta, col
vantaggio di conferire ai pezzi meccanici
protetti caratteristiche peculiari, quali la
resistenza alla corrosione, alla abrasione, ecc.,
senza che occorra fabbricare l'intero pezzo
usando questi materiali nobili e naturalmente
costosi.
Inoltre queste polveri metalliche, che oggi vengono
fabbricate con moderne attrezzature a prezzi
commercialmente interessanti, sono costituite da
leghe che non possono essere ridotte in bacchette
o fili, oppure lo possono solo con difficoltà.
Si pensi ad
esempio alle polveri di Stellite® , che possono essere
depositate col procedimento P.T.A. in maniera
continua ed uniforme, senza le limitazioni
imposte dalla riduzione di questa lega in
bacchetta o filo.
Sotto il profilo
tecnologico, il rapido aumento dell'uso di polveri metalliche per riporti
duri è dovuto ad una migliore comprensione di
questi fenomeni:
- requisiti
chimico-fisici delle polveri;
- procedimenti
di applicazione migliori e più
efficienti;
- disponibilità
di polveri a prezzi più competitivi.
Due industrie,
in particolare, fanno un uso massiccio sia di
polveri metalliche che non metalliche, ed hanno
contribuito in maniera determinante ad allargarne
il mercato:
- industrie
per la fabbricazione del vetro;
- industrie
per il trattamento dei minerali.
Entrambe
richiedono materiali aventi una superficie finale
chimicamente stabile e resistente all'abrasione,
con forme e curvature così variabili che è
molto difficile e/o non soddisfacente ottenere
usando metodi di deposizione alternativi a quello
delle polveri.
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