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Capitolo 1 - Il Plasma ad arco
Sezione 15 - Il Plasma freddo

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Fotochimica del Plasma freddo 15/3


La chiave delle particolarità del plasma freddo è la impossibilità di conseguire un equilibrio tra i vari componenti del sistema.

La non efficace ridistribuzione dell'energia comporta che, accanto a una popolazione di elettroni aventi temperature dell'ordine di qualche decina di migliaia di kelvin, conviva una popolazione di specie reattive la cui temperatura è prossima a quella ambiente.

Le interazioni tra elettroni altamente energetici e gas, pur non essendo così frequenti da produrre una distribuzione omogenea di energia, sono però sufficienti per creare nella fase plasma un concentrato di specie reattive non convenzionali, che non sarebbe altrimenti possibile ottenere a temperature così basse.

In questa fucina molecolare si possono trovare frammenti molecolari ionizzati e non, radicali liberi, molecole ed atomi in stati energeticamente eccitati.

Gli atomi eccitati tornano allo stato fondamentale a minima energia con emissione di luce nel visibile e nell'ultravioletto, dando il tipico aspetto luminescente al plasma (FIG. 1) e aggiungendo una componente fotochimica alla complessa serie di interazioni che costituisce la chimica del plasma freddo.

Fig. 1 - CAPSULA DI PETRI IN POLISTIRENE TRATTATA CON PLASMA FREDDO IN AZOTO

 


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